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APPENDICE AL PROGETTO “ COMM - UNICO “ E PRESUPPOSTI AL LANCIO DEL C.P.R.C.

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APPENDICE  AL  PROGETTO  “ COMM  -  UNICO “
E  PRESUPPOSTI  AL LANCIO DEL C.P.R.C.  

di Gian Marco Boccanera.

 

E’ stato acutamente osservato che il PIANO STRATEGICO e i singoli sei PIANI TATTICI  da me proposti potrebbero avere una criticità di realizzazione.

Se  la risposta da parte del “mercato” di riferimento del CPRC dovesse essere inaspettatamente  impetuosa, con frequenti contatti a valanga e frequenti manifestazioni di interesse, cognitivo ed operativo, verso il neonato Centro di Prevenzione e di Risoluzione dei conflitti , lo stesso -non potendo al momento contare su altre energie rispetto a quelle “volontaristiche” da parte dei Colleghi della Commissione- si troverebbe facilmente spiazzato a dare risposte adeguate e soprattutto veloci, con l’ effetto di pregiudicare il lavoro sinora svolto con tanta accuratezza e aprire la strada al flop.

Una soluzione rispetto a questa EVENTUALITA’ di  CONTATTI ESPONENZIALI in prima fase (e tutti ci auguriamo che la eventualità si traduca in atto, ovvero si avveri, poiché questo è già un fattore di  successo) c’è  , ed una  possibile adeguata risposta pure.

Come il Piano Strategico e i sei Piani Tattici sono mutuati dall’esperienza MILITARE , che consente una governance delle situazioni “ostili”  contando sulla considerazione che ognuno dei partecipanti gioca un suo ruolo definito , al quale “non può sottrarsi” e sul quale è player con atteggiamento codificato e soggetto al continuo feedback da parte del centro di comando, per adattare le esigenze della “forza in gioco” alle mutevolezze dello scenario in cui si opera, così – a mio parere- deve essere per la FASE OPERATIVA di LANCIO del CPRC.

Si può ipotizzare di creare all’interno della Commissione Conciliazione ed Arbitrato una sorta di “commando” o “task-force” costituita da non più di 5 elementi , cioè un “manipolo” (= quanti stanno in una mano, 5 appunto) di elementi , estremamente fidati su cui si può contare senza riserve e votati al risultato . Ciascuno di questi, a loro volta dovrà rendere partecipe delle fasi strategiche almeno un collaboratore , scelto tra quelli più fidati del proprio studio, in modo da poter allargare il manipolo iniziale a DUE MANIPOLI in caso di necessità (= 10 elementi)  e in modo da consentire la sostituibilità del singolo elemento principale in caso di impedimento di quest’ultimo.

Il tessuto relazionale tra il Centro di Comando (= Presidente Merlino e max due consiglieri strategici) e la Task-Force ( o Commando, o Manipolo) deve essere assolutamente destrutturato, agile, con immediate risposte di feedback, e da tutti riconosciuto in questo rapporto di assoluta gerarchia. Ci rendiamo conto che siamo tutti professionisti , già pesantemente impegnati in altri versanti della professione e del lavoro, ma per far funzionare il LANCIO DEL CPRC (sul funzionamento a regime si prenderanno decisioni meglio appropriate al medio periodo) è necessario poter contare: su poche risorse operative , estremamente motivate, coese, e in stretta dipendenza gerarchica col vertice, al quale assicurano continuità dell’opera svolta e costante monitoraggio dello scenario. Il tutto solo su basi volontaristiche di profonda convinzione.

L’atteggiamento mentale delle risorse in questione deve essere improntato alla massima disponibilità secondo un feeling “religioso” e/o “militare”  rispetto all’obiettivo di Lancio del CPRC. Ovvero le risorse che accetteranno di far parte della task-force dovranno avere la consapevolezza del loro sentirsi simboli  viventi di “monaci in Armi”  per la rituale celebrazione del Lancio del CPRC  e su questo obiettivo devono ASSICURARE LA LORO MAX DISPONIBILITA’ di IMPEGNO FISICO e PISICOLOGICO.

Il tutto può essere sostanziato con la sottoscrizione di una dichiarazione riservata da consegnare al Presidente, il quale ne rilascerà copia controfirmata con data certa , nella quale ciascuno del manipolo - con piena volontarietà di intenti e senza costrizione alcuna - dichiara di impegnarsi sul proprio onore  e sulla propria deontologia per l’obiettivo di lancio del CPRC per i prossimi 12 mesi (poi vediamo meglio il contenuto della dichiarazione). Tale dichiarazione sarà conservata in duplice copia riservata sia dal Presidente che da ciascuno degli elementi partecipanti alla task-force.  Trattandosi di impegno finalizzato alla nascita di un organo di categoria alla quale ciascuno degli elementi fa parte, la dichiarazione sarà ritenuta di impegno vincolante anche ai fini deontologici. Durante l’avanzamento delle varie FASI TATTICHE la task-force farà attività di didattica e di insegnamento tecnologico ed operativo anche a successivi elementi che , sempre volontariamente e previa dichiarazione di impegno, si vorranno aggiungere, costituendo così la “riserva di primo livello” per i primi 5. Qualora si aggiungano altri, sempre in misura di 5, questi costituiranno la “riserva di secondo livello”. Si potrebbe poi ipotizzare  più avanti anche la “riserva di terzo livello”. In questo modo il CPRC potrebbe contare per la propria fase di lancio operativo (stimata in 12 mesi) nel seguente dispiegamento di risorse:

1)      Centro di Comando (Presidente e max due consiglieri strategici)  n° 3 Elementi;

2)      Task-force , quale organo di staff destrutturato ma con compiti operativi n° 5 elementi;

3)      Allargamento Task-force a membri fiduciari personali  di sostituibilità  n° 5 elementi:

4)      Riserva di primo livello: n° 5 elementi;

5)      Riserva di secondo livello : n° 5 elementi;

6)      Riserva di terzo ed ultimo livello  N° 5 elementi

 

TOTALE MAX DISPONIBILITA’ OPERATIVA NELL’ARCO DEI 12 MESI DI LANCIO:        n° 28 elementi

Ritengo che la Forza Operativa che potrà essere resa disponibile nell’arco dei 12 mesi preventivati di lancio del CPRC possa essere SUFFICIENTE a  consentire  “Risposte efficaci” di funzionalità del CPRC per il caso, qui ipotizzato di richieste con crescita esponenziale e manifestazione di interessi  a  “valanga “ verso il Progetto COMM-UNICO E il CPRC. Tale Forza Operativa è sempre considerata ORGANO DI STAFF alle “dirette dipendenze” del Centro di Comando del CPRC e al suo interno può prevedere ulteriori gerarchizzazioni di funzionamento. Essa si AFFIANCA e NON SOSTITUISCE gli altri Organi della Commissione Arbitrato e Conciliazione e i sottogruppi di lavoro già formati, ed anzi ne costui esce ORGANO DI RACCORDO con il Vertice del CPRC, che – secondo le intenzioni e le aspettative strategiche, dovrebbe essere impegnato nei prossimi 12 mesi in continuative attività di  PRESENTAZIONE Istituzionale e di DIFFUSIONE Politica dei servizi rendibili dal CPRC alla ns categoria e alla collettività.

 

I miei migliori saluti.                                                                              Gian Marco Boccanera

 

- pubblicato sul sito il 01.01.2010 -