Meglio conosciuto nella espressione inglese "MORAL-HAZARD" , l' AZZARDO MORALE è il fenomeno in cui si favorisce l'assunzione di alto rischio (take high risk) nella convinzione che le conseguenze di una decisione sbagliata non ricadono su chi l'ha presa ma su una più vasta platea collettiva.  Esempi di grave azzardo morale sono emersi durante la attuale crisi economica mondiale , che nasce dal settore finanziario. Se un banchiere  assume rischi altissimi perche in cuor suo ritiene che - in ogni caso e al verificarsi di ogni situazione - la banca sarà salvata dallo Stato perchè troppo grande per fallire (too big to fail) , allora emerge l'azzardo morale.

Le critiche della collettività ai salvataggi bancari, soprattutto nella recente esperienza dei paesi anglosassoni, risiedono proprio sulla considerazione di questo aspetto: si argomenta che gli interventi pubblici di sostegno potrebbero alimentare in futuro l'assunzione di rischi sempre maggiori, perche banchieri e finanzieri  si nutriranno sempre dell'aspettativa di poter contare su una rete di protezione su cui scaricare gli effetti negativi dei rischi assunti senza limite. (endless risk)   Nel caso di effetti positivi, invece, questi rimarranno a loro  esclusivo vantaggio. La situazione tipica di AZZARDO MORALE  si manifesta  quando i costi del verificarsi di un determinato evento sono asimmetrici rispetto ai benefici di verificare l’evento opposto. Ovvero colpiscono nel primo caso una collettività individuata come gruppo sociale , mentre nel secondo caso beneficiano un assai più ristretto numero di persone, finanche una sola.

Anche i meccanismi e le dinamiche di retribuzione  e  compenso si prestano facilmente a generare azzardi morali: i premi (bonus) e le altre forme di incentivazione troppo alti possono spingere il manager o l'operatore economico ad assumere rischi eccessivi, dal momento che se le cose andranno male incorrerà al massimo nel licenziamento; ma se le cose andranno bene, guadagnerà compensi altissimi.  Mi piace a questo punto ricordare il filosofo Platone che sosteneva nella sua opera  “La Repubblica” (Politeia) che lo Stato dovrebbe indicare  un limite ai multipli di compenso tra chi era alla base e chi al vertice. Per non creare eccessive disparità sociali, e per prevenire situazioni di potenziale azzardo morale.

Circoscrivere e minimizzare le situazioni foriere di azzardo morale è una delle questioni al momento più dibattute nell'ambito della regolamentazione finanziaria e dei sistemi di retribuzione.  

Lo sarà ancora di più per fronteggiare le spinte disgreganti della coesione sociale.

 

- Attenzione: questo è un ambito sperimentale  non ancora attuato a livello nazionale -

La CONCILIAZIONE FACILITATA , nelle intenzioni di chi scrive, è una innovativa procedura di prevenzione o di risoluzione di controversie,  attraverso la quale le parti  in lite si incontrano insieme ai loro consulenti di fiducia,  che hanno la funzione di promotori della conciliazione,  e di facilitatori della ricerca di un possibile accordo massimamente conveniente per entrambe. Il facilitatore o NEGOZIATORE di parte  ha l'ottica di arrivare COMUNQUE ad un accordo, al fine di tutelare il mantenimento dei rapporti dei clienti e gli interessi collettivi,  e riveste un ruolo FONDAMENTALE poichè INDIRIZZA i flussi di conciliazione all' organo di Conciliazione accreditato che più ritiene competente per la materia trattata.  Nel momento in cui viene redatto questo articolo (29 aprile 2010) si ritiene che  ,  in un futuro a medio-termine,  alto sarà il numero dei Centri organizzati come Organi di Conciliazione che avranno ottenuto l'accreditamento dal MinGiustizia e si ritiene che essi saranno in concorrenza sullo stesso mercato di riferimento (market-place). Sicchè prediligere il rapporto con i facilitatori consentirà in via strategica di direzionare più o meno efficacemente i flussi di conciliazione a questo piuttosto che a quell'altro Centro di Conciliazione. 

 

Ampia è la libertà  dei  "facilitatori di fiducia" di esplorare proposte o soluzioni. Il Centro di conciliazione scelto dalle parti opera come anello di congiunzione quale start-up e "innesco" della conciliazione, mediante servizi centralizzati di TUTORAGGIO , di rilancio e di riferimento , di NETWORKING,  nonchè di indicazione di possibili soluzioni "OPEN SOURCE" ,  da sviluppare a cura dei facilitatori.  I facilitatori delle parti operano così come  SVILUPPATORI delle basi dell'accordo in assistenza delle rispettive parti/clienti.

 

Il Centro  di Conciliazione mette a disposizione un proprio conciliatore/tutor   che opera ESCLUSIVAMENTE in modalità informatica attraverso scambio documentale in formato digitale e  VIDEOconferenza MULTIPLA  con i facilitatori delle parti via web e con le parti stesse. Le parti presso lo Studio dei propri facilitatori e il conciliatore presso il suo Studio.  Senza spostamenti fisici delle parti nè dei loro consulenti e neppure del conciliatore, viene superato il limite fisico dell' ampiezza del Centro di Conciliazione e il limite temporale della successione degli appuntamenti presso lo stesso.  Il conciliatore poi, recuperando tempo prezioso, può efficacemente svolgere la propria opera in MULTITASKING , operando in contemporanea su PIU' conciliazione insieme.  Il verbale dell'accordo finale è trasmesso  e sottoscritto dalle parti e dai loro facilitatori come scambio di corrispondenza informatica mediante PEC (Posta Elettronica Certificata) con o senza firma digitale e possiede data certa di sottoscrizione. 

 

Si comprenderà allora, come in tal modo concepita , la CONCILIAZIONE potrà avere una diffusione alquanto pervasiva poichè implementabile fin da subito per il tramite degli studi professionali, in quanto necessita , a parte la preparazione di base dei professionisti-facilitatori, semplicemente di un PC , una web cam (Tipo Logitech pro 9000 ad esempio, che funziona benissimo) , un collegamento ADSL in banda larga, un software di interconnessione low-cost o addirittura free (come Skype). Strutture di base queste, che perlopiù sono GIA' presenti presso gli Studio Professionali.  O almeno in quelli dei più giovani. Le opportunità ritraibili in termini di compensi e di sviluppi professionali , atteso il vastissimo mercato di riferimento, sono di sicuro interesse . Se la cosa poi potesse trovare luogo nei successivi ed emanandi Decreti Legislativi attuativi della legge 69/2009 , sarebbe un alto valore di spendibilità politica in quanto senza obbligo di fonti di finanziamento (quindi a costo sociale ZERO) , e in quanto direzionato a favore di una categoria, quella professionale, che meno di altre può contare su forme alternative di welfare e di sostegno in momento di grave crisi economica che erode quote rilevanti dei compensi professionali.  Categoria che - allo stato - conta oltre due milioni di appartenenti.

 

Penso che nell' ipotesi "de iure condendo" valga la pena farci qualche riflessione su.

 

I tempi della conciliazione facilitata  sono variabili , in funzione del valore dell'accordo,  tra 1 e 30 giorni. I facilitatori delle parti , essendo consulenti di fiducia, verranno dalle stesse pagati a Tariffa Professionale o a forfait preconcordato in anticipo. Il Centro di Conciliazione e il conciliatore verranno pagati secondo le Tariffe di conciliazione dallo stesso stabilite, salva la possibilità del recupero del beneficio fiscale per entrambe le parti , come prevista dalla Legge 69/2009 e Dlgs 28 del 04.03.2010.

 

Gian Marco Boccanera.                                                               

               Vedi articolo correlato : Progetto Comm-Unico del 23.04.2009.

La resilienza è un concetto mutuato dalla tecnologia dei materiali,  ed è "la resistenza a rottura per sollecitazione dinamica, determinata con apposita prova d'urto".

Gli urti della crisi finanziaria manifestati nel periodo 2007-2009 ha fatto assurgere il termine "resilienza" anche a vocabolo di uso economico e finanziario. Tanto è che i maggiori decision-makers a livello internazionale si interrogano su come fare per migliorare la resilienza, cioè la capacità di resistere agli urti, del sistema finanziario nel suo complesso.

Il concetto potrebbe ben essere utilizzato nel settore della contrattualistica e degli accordi per misurarne la "tenuta agli urti" attraverso una attenta e professionale attività di prevenzione delle conseguenze della rottura degli accordi per fatti esogeni , e quindi di prevenzione dell'insorgenza del conflitto che ne deriverebbe. 

L'attività di prevenzione del conflitto , quale attività a contenuto eminentemente professionale, misura quanto forte è l'accordo sulla base della resilienza - misurabile - dello stesso. E' il "crash-test" dell'accordo e puo essere efficacemente utilizzato in sede di Conciliazione Preventiva . Vedi anche "prevenzione del conflitto" in questo stesso sito. 

 

Il P.I.L. (Prodotto Interno Lordo) è la misura quantitativa di ciò che un Paese è stato in grado di produrre in un anno in termini di beni e servizi. Ma con gravi lacune informative per quello che riguarda: il grado di soddisfazione dei cittadini, il livello di welfare percepito,  il grado di felicità , la misura del tempo libero, etc. Tutte valutazioni QUALITATIVE del grado di esistenza in vita , che sfuggono alla misurazione fredda del PIL.


" Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow Jones, nè i successi del paese sulla base del PIL, che non misura nè la nostra arguzia, nè il nostro coraggio, nè la compassione, nè la devozione al nostro paese... misura tutto tranne ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta."   Bob Kennedy".


Il B.I.L. (Benessere interno Lordo) , invece, rappresenta un tentativo di superamento del PIL nel dibattito circa i limiti di questo quale effettivo indicatore della crescita e dello sviluppo economico di un Paese. Nei diversi modelli, variamente elaborati da Centri Studi e da Organismi specializzati, vengono integrati a parametro elementi quali : grado di istruzione del popolo, emissioni di CO2, valore aggiunto pro-capite, grado di soddisfazione dei servizi della P.A., affluenza elettorale, associazionismo, sicurezza sociale percepita, speranza di vita alla nascita, spesa sanitaria nazionale, etc.

Si sta passando gradualmente da una forma QUANTITATIVA ad una forma QUALITATIVA per accreditare il livello raggiunto di sviluppo sociale e di crescita del Paese , con un occhio di riguardo non solo alla produzione quale elemento presuntivo di sviluppo,  ma direttamente al benessere dei cittadini e della "community" .  In questo filone va inserita la considerazione della riduzione della conflittualità e della composizione delle avverse posizioni in ottica conciliativa,  quale concorrente ELEMENTO SATISFATTIVO del grado di benessere e appagamento sociale raggiunto dal Paese.

 

ROMANA PAX

Dopo le grandi conquiste, il pacifico dominio di ROMA ANTICA si estese al governo di un territorio così esteso che mai nessun altro popolo raggiunse. Con la Romana-Pax è stato possibile mantenere in pacifica coesistenza  - e per molti secoli -  le tradizioni , le abitudini, le culture , e le religioni dei popoli pacificati.

PAX ROMANA (La pace romana) è divenuta  un'espressione proverbiale già nel primo secolo d.C. ad indicare la pacificazione del mondo avvenuta sotto le armi e il governo di Roma, portatrice di civiltà,ordine e giustizia. Per la tradizione Cristiana, la Pax Romana fu voluta da Dio per permettere una più agevole diffusione del Cristianesimo.

Seneca, "De Providentia" .

Lucano . 

Plinio il vecchio, " Naturalis historia".

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